MONGOLFIERA

“…a guardarle sono quasi immobili, lune piene contro il cielo chiaro e l’uomo che le sorveglia, adesso, non è più sicuro se veramente sono mai partite oppure sono sempre state lì, senza legami, colorate e immobili così…” 

Il cantautore italiano Gianmaria Testa, le descrive così ne “Le traiettorie delle mongolfiere“. In effetti, alzando gli occhi al cielo e guardandole sospese a mezz’aria sembrano quasi immobili, come incastonate nell’infinito azzurro del cielo.

M1I primi esperimenti di volo in mongolfiera furono effettuati il 19 settembre 1783 dai fratelli Montgolfier, usando come passeggeri una pecora, un gallo e un’anatra. Riuscirono a volare dentro ad un canestro legato ad un pallone ad aria calda per circa tre chilometri. Pensavano che accendendo un fuoco sotto la bocca del pallone, questo avrebbe prodotto un gas molto speciale, più leggero dell’aria, chiamato il ”gas dei Montgolfier”. Questo gas salendo verso l’alto gonfiava l’aerostato che, quindi, si alzava in volo. In realtà, si trattava  questo solo di aria che al calor del fuoco diminuiva il suo peso specifico e saliva all’interno dell’involucro portando con sé in alto il pallone aerostatico.

Il primo vero viaggio in aerostato della storia fu fatto a Parigi, il 21 novembre 1783, da Jean-Francois Pilature de Rozier e il Marchese d’Arlandes; quest’ultimo aveva il compito di alimentare il fuoco e tenere a bada con una spugna imbevuta di acqua i carboni ardenti che minacciavano di incendiare l’involucro.

Il primo volo con il pallone a gas fu fatto a Parigi nel dicembre del 1783, da Cavendish, uno scienziato britannico. Questi percorse una distanza di 43 chilometri e in quella occasione fu anche raggiunta un’altezza di 2700 metri, dimostrando così che l’atmosfera non era un sottile strato gassoso ma che si estendeva fino a grandi altezze.

Il volo che in assoluto fece più scalpore fu quello di Charles Green, che nel Novembre del 1836 volò per 18 ore coprendo una distanza di 768 chilometri da Londra a Weilburg, nel ducato di Nassau. La mongolfiera fu così con il nome di “Grande Pallone di Nassau”.

Oggi grazie ai fratelli Montgolfier, a tutte le persone che si sono adoperate nel tempo per lo sviluppo della mongolfiera, alle nuove aziende costruttrici di mongolfiere ed ai tessuti e materiali sempre più tecnologici, il volo in mongolfiera è diventato molto sicuro pur essendo rimasto un volo che ha preservato tutto il fascino e la poesia di quei tempi.

Ma cosa è esattamente una mongolfiera?  Una mongolfiera è un “aerostato”, cioè un aeromobile che vola per applicazione del Principio di Archimede, il quale afferma che “un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del volume di fluido spostato”.

In altre parole, il tutto gira intorno alla differenza tra la densità del corpo e del fluido in cui esso è immerso.

mongolfiere01-300x151Immaginate di essere in piscina e di avere con voi un pallone. Provate a spingerlo sott’acqua. Noterete che appena viene lasciato, il pallone schizza fuori dall’acqua come un razzo.

Questa è una manifestazione della forza di Archimede. Tale forza agisce su tutti i corpi immersi in un fluido e tende spingerli verso l’alto. Sta agendo anche su di voi in questo momento mentre leggete questa pagina, ma, a differenza del pallone, non state svolazzando in giro, nonostante siate immersi anche voi in un fluido. Questo perchè la vostra densità media è superiore a quella dell’aria che vi circonda, mentre quella del pallone è inferiore alla densità dell’acqua.

Un fluido può essere inteso sia come liquido sia come gas.

mongolfiera_01-269x300Dunque, ritornando a noi, come fa una mongolfiera ad avere una densità media minore dell’aria che lo circonda? Semplicemente perché è piena di aria calda. In questo modo risulta più leggera di quanto pesa il volume di aria che sposta e quindi viene spinta verso l’alto secondo lo stesso principio.

Una mongolfiera è composta essenzialmente di tre parti: l’involucro, il bruciatore, la cesta, o gondola.

L’involucro è costituito da pannelli di Nylon ( o Poliestere) cuciti insieme con nastri di carico sia longitudinali sia paralleli alla base. Il tessuto ha una struttura detta ripstop, ovvero la trama formata da piccoli quadrati che impediscono ad un foro o strappo di allargarsi ulteriormente. Tutto questo per garantire la totale sicurezza del volo. Alla base del pallone troviamo lo scoop, quel triangolo di stoffa che funge da para fiamma, ed il primo giro di panelli; entrambi vengono realizzati in un materiale molto resistente al calore chiamato Nomex.

SAM_0549-225x300Il bruciatore scalda l’aria all’interno dell’involucro, trasformando il gas propano (GPL) in una bella fiamma. Il gas è contenuto sotto pressione nelle bombole allo stato liquido (di norma in ogni mongolfiera ce ne sono due).  Agendo sulle valvole del bruciatore si apre e si chiude il flusso. Tale flusso, costituito da gas allo stato liquido, sale nei tubi di collegamento, entra in una serpentina che ne permette il riscaldamento trasformandolo da liquido a gassoso, raggiunge gli ugelli e si infiamma a contato di una piccola fiamma pilota. La potenza sviluppata da ogni bruciatore è di circa 24.000.000 di BTU (British Thermal Unit) o 6.050.000 Kcal o 7.0 MW con un rumore di circa 99 dBA.

cesta-227x300La cesta è costituita da un intreccio di vimini. A tutt’oggi è l’unico materiale che si è dimostrato flessibile e durevole. L’intera struttura è rinforzato da tubi in alluminio che a loro volta sono connesse al telaio del bruciatore e all’involucro con cavi in acciaio. All’interno della cesta vengono posizionati le bombole, la strumentazione di bordo, il pilota e … i passeggeri.

La mongolfiera è un grande mezzo di comunicazione, ma è anche un mezzo che offre al vento una grande superficie d’esposizione, che a volte ne limita l’utilizzo. Non si può mai utilizzare la mongolfiera in presenza di pioggia, temporali, precipitazioni nevose, vento superiore ai 10 kmh, termiche, forte caldo;  tutte queste situazioni non rendono sicuro il volo e contribuiscono ad un forte deterioramento del materiale e quindi della mongolfiera stessa.

L’area prevista per l’utilizzo della mongolfiera deve essere sempre di dimensioni adeguate, e non inferiori ad un quadrato di 50 mt x 50 mt (se abbiamo un’area di 60mt x 40mt non va bene); se è più grande è meglio. È preferibile avere una superficie in erba. L’area deve essere sempre delimitata e libera da ostacoli sia aerei che terreni.

La mongolfiera è un aeromobile, ed è sempre pilotata da un pilota responsabile; le decisioni prese da quest’ultimo sulla fattibilità dell’effettuazione del volo sono insindacabili. Sarà lui a decidere se fare salire persone o no, in base alle norme di sicurezza.

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